Perdersi e non ritrovarsi

Questa  è una foto di qualche tempo fa, questa immagine mi suggeriva il guardarsi dentro, lo scoprirsi, l’accetarsi così come siamo.

Oggi dopo tanto tempo, osservandola mi ispira una nuova visione: perdersi e non ritrovarsi.

Dopo anni di impegno nella crescita personale e spirituale puó accadere che nel proprio cammino, all’improvviso, si presenti davanti una voragine buia e profonda. La crescita personale non è facile, è irta di grandi insidie come quella di pensare di poter raggirare il “dolore”. Perdersi è un’attimo,  riuscire ad uscirne non è scontato.

La crescita spirituale non la intendo in senso religioso, ma umanistico. Come scoperta e crescita del proprio potenziale o meglio identificata come tendenza attualizzante, di cui ci parla tanto Carl Rogers.

Essere spirituali per me significa vivere incarnando emozioni e vissuti senza rifiutarli, accogliendoli e superandoli trasmutando “il piombo in oro”.

Nella vita puó capitare di perdersi nella ricerca di se stessi, fino ad arrivare nel buio più profondo.
Dove il buio diventa un susseguirsi di ore, giorni e mesi di tristezza, dove la motivazione si affievolisce, il disinteresse regna, eppure rimangono paradossalmente le giuste energie per vivere, respirare, lavorare e interagire.

È come aver tracciato un cerchio sulla sabbia e sentirsi confinati lì, niente esiste fuori da esso, nessuna rotta, nessuna meta, nessuna strada. Si può solo stare lí, vivere ed aspettare che quello stato  prima o poi passi.

La forza nasce dall’accettazione, quella del momento presente. Fermarsi, andare avanti, senza ritrovarsi.

Ritrovarsi infatti assume il significato di trovarsi uguale a prima, e questo è impossibile. Si cambia inesorabilmente ogni giorno e in modo abissale dopo una crisi.

È necessario vivere accogliendo e accettando ció che si diventa anche quando non ci riconosciamo più e stentiamo a riconoscere la nuova strada.

C’è una sola possibilità per riprendere il nuovo cammino: farci indicare la strada dalla nostra “guida interiore”. Essa si manifesta nella passione per ciò che ci interessa.
La salvezza è iniziare a “ri-vedere” e godere di innumerevoli e minuscole “cose”  che ci fanno sorridere e battere il cuore.

Bisogna re-impatare ad avere uno sguardo nuovo verso il futuro, dove, prima o poi la strada diventerà meta.

Cristina Schintu
Counselor, Operatore T. A. Base, Facilitatrice Metafiaba, Facilitatrice Mindfulness

Cell 3497168432

Mail Percorsidicounseling72@gmail.com.com

Elogio dell’incoerenza

Contraddirsi  significa “Smentire il proprio precedente comportamento o le proprie affermazioni”.

La persona così detta coerente, non offre sorprese, non tradisce le aspettative, non cambia idea.

La coerenza dà sicurezza, è un luogo dentro di noi dove ancorarci  nella moltitudine di scelte che ogni giorno dobbiamo compiere.

Mi chiedo se la coerenza sia sempre un valore. Se rimanere  immutabili, fedeli a noi stessi, a quell’immagine che ci siamo dati sia sempre funzionale mentre il mondo intorno e dentro di noi muta costantemente. Essere  coerenti in tal caso ci pone davanti alla rinuncia di una parte di noi che evolve giorno per giorno.

E come se la coerenza, in qualche modo, ci evitasse di  affrontare la paura del cambiamento e così facendo la nasconde.

Mi chiedo ancora se non sia invece l’ “incoerenza” il vero indice  dei nostri cambiamenti interni, la voce del nostro “sè” che evolve e matura.

Non siamo la stessa persona di ieri e pretendere di essere coerenti a chi eravamo non è una scelta che ci permette di dirigerci verso ciò che desideriamo realmente.

Forse dietro all’aspettativa o alla pretesa di coerenza si nasconde un bisogno di sicurezza, di prevedibilità,  un’incapacità di stare con quegli aspetti contraddittori dell’altro e di noi stessi.

Una  coerenza ricercata a tutti i costi è innaturale per l’essere umano. La vita in sé stessa  è  piena di contraddizioni, ci presenta il nero e il bianco, il volere una cosa e poi volere il suo opposto subito dopo o allo stesso tempo.

Un livello di coerenza tra valori interni ed atteggiamenti e comportamenti esterni è sicuramente indice di una buona salute mentale, ma ritengo altrettanto sano prendere atto consapevolmente di tutti quei cambiamenti che avvengono dentro di noi rispetto alle scelte e affermazioni fatte in passato, cogliendo e manifestando anche tutta la nostra  incoerenza!

“Mi contraddico? Certo che mi contraddico!
Sono grande, contengo moltitudini…”
(Walt Whitman – Foglie d’erba)

Cristina Schintu, Counselor, Operatore Training autogeno di base, Facilitatrice Mindfulness.

Cell 349 7168432

mail: Percorsidicounseling72@gmail.com

Visualizzazione della Montagna con audio pratica

La pratica della “Visualizzazione della Montagna ” è l’ultima delle 4 pratiche che vi propongo e fanno parte del percorso “Mindfulness per l’equilibrio interiore”. La pratica è in forma ridotta per consentire anche ai neofiti di approcciarsi alle pratiche Mindfulness e aprirsi ad una esperienza di riflessione.

La Visualizzazione della Montagna è utile quando viviamo delle vicende dolorose e difficili nella nostra vita quotidiana. Ci aiuta a stabilizzarci e a centrarci trovando la giusta lontananza dagli stessi eventi.

Cercare di allontanarci dagli eventi dolorosi non significa non ascoltarci, non accoglierci, ma al contrario tentare di non farci travolgere da queste stesse emozioni.

Possiamo imparare dalla montagna a rimanere imperturbabili nonostante le diverse intemperie che accompagnano il passare delle stagioni.

Riconoscere le qualità della montagna come solidità e stabilità, imparare a rafforzare queste stesse qualità dentro di noi, attingere a queste immagini attraverso la pratica ci può essere utile ogni volta che siamo travolti dalle emozioni e dai pensieri negativi.

Personalmente la pratica mi ha aiutata in momenti della mia vita in cui mi sentivo poco centrata o divisa da forti emozioni contrastanti. L’immagine della montagna ferma, stabile e ben radicata mi ha permesso, in quei momenti, di acquisire parte di quelle caratteristiche facendo nascere in me una maggiore forza d’animo trasformata subito dopo in calma e pacatezza.

Per svolgere insieme la pratica completa o per informazione sui percorsi individuali on line di Mindfulness potete mandare un messaggio wa al 3497168432

Maria Cristina Schintu, Counselor, Operatore Training Autogeno di base, Facilitatrice Mindfulness adulti, adolescenti, bambini e nei contesti educativi.

Sorriso Consapevole con audio pratica

La pratica del “sorriso interiore” è la prima delle 4 pratiche che vi propongo e fanno parte del percorso “Mindfulness per l’equilibrio interiore”. La pratica è in forma ridotta per consentire anche ai neofiti di approcciarsi alle pratiche Mindfulness e aprirsi ad una esperienza di riflessione.

La serenità e il benessere non dipendono dalle circostanze esterne ma dalla modalità interiore con cui affrontiamo la vita e le avversità di tutti i giorni.

E’ possibile essere sereni nel profondo nonostante il caos di ogni giorno.

Con la Mindfulness è possibile aprirsi ad uno spazio interiore nel quale imparare a scegliere risposte più equilibrate e consapevoli e compassionevoli.

La pratica del sorriso consapevole ci guida nel semplice gesto di sorridere per contattare la gioia e la gentilezza che costituiscono la nostra profonda essenza.

Imparare a praticare questo atteggiamento profondo anche se all’inizio può sembrare un po’ forzato può portare innumerevoli benefici da quello fisico a quello emotivo e mentale.

Questi benefici dipendono dalla nostra resa, apertura e volontà di lasciare andare la resistenza interna che potrebbe sorgere dentro di noi, riconoscere la sua origine, i nostri filtri mentali per poi lasciarla andare.

Personalmente questa pratica mi è stata utile nello scoprire che anche in momenti in cui normalmente è difficile sorridere, questo puó nascere prima da un semplice esercizio e in seguito come atteggiamento alla vita e alle difficoltà. Quando la vita mi presenta delle difficoltà ho imparato a sorridergli benevolmente. Il sorriso è diventato un cambiamento di atteggiamento alla vita stessa.

Per svolgere insieme la pratica completa o per informazione sui percorsi individuali on line di Mindfulness potete mandare un messaggio wa al 3497168432

Maria Cristina Schintu, Counselor, Operatore Training Autogeno di base, Facilitatrice Mindfulness adulti, adolescenti, bambini e nei contesti educativi.

IL TRAINING AUTOGENO DI BASE, VALIDO AIUTO PER LE DONNE IN MENOPAUSA

Come Operatore qualificato di Training Autogeno di base propongo alle donne che si stanno avvicinando al periodo della menopausa l’apprendimento della metodologia autogena per diminuire i sintomi psicosomatici, emotivi e ormonali tipici di questo periodo della vita.

Anche se la menopausa è un processo normale nella vita di una donna, questo necessita oggi più che mai di un accompagnamento sia nella fase di accettazione di tale periodo che per quel che riguarda la gestione dei fastidiosissimi sintomi come: vampate di calore, ipersudorazione, tachicardia, insonnia, nervosismo, sbalzi di umore, stanchezza, mal di testa.

Il Training autogeno si configura come un metodo di autodistensione psicofisica e puó aiutare a tenere il corpo rilassato creando uno stato di benessere di base contro gli eventi della vita, in questo caso specifico dei sintomi dati dal cambiamento ormonale in atto.

L’allenamento quotidiano abbassa il livello degli ormoni dello stress e aumenta la produzione di endorfine aiutando a tenere stabile l’umore.

Ancora, il Training Autogeno è un valido alleato per la qualità del sonno, infatti ha effetti benefici sia per quel che riguarda la fase di addormentamento che nei possibili risvegli notturni.

Anche le vampate di calore possono essere gestite meglio dalle donne che apprendono il Training Autogeno. Infatti oltre ad imparare ad “accogliere e lasciare accadere”, quindi a gestire con meno ansia l’arrivo della vampata, lo stato di calma generale che viene acquisito permette una migliore gestione emotiva della stesse.

Infine l’ultimo esercizio del Training Autogeno, la fronte fresca, generando vasocostrizione puó essere d’aiuto sia per alleviare eventuali mal di testa e con una personalizzazione dell’esercizio generalizzare la vasocostrizione al viso e al petto, diminuendo l’impatto a livello fisico ed emotivo.

Se sei una donna che si sta avvicinando alla menopausa o sei nel pieno della sintomatologia contattami per info riguardo al percorso individualizzato o di gruppo interamente on line.

Maria Cristina Schintu, Counselor, Facilitatrice Mindfulness, Operatore Training Autogeno di base E. C. A. A T. Cell. 349 7168432

ESPERIENZE DI CHI HA TERMINATO UN PERCORSO DI TRAINING AUTOGENO INDIVIDUALE

CHE IDEA TI ERI FATTO/A DEL TRAINING AUTOGENO E COSA HAI TROVATO?

Sono approdata al T. A. con una infarinatura generale.
Sapevo che il T. A. è una tecnica di rilassamento per gestire lo stress e per trovare pace, la pace che io cercavo ma ho trovato molto di più. La mia “Bolla” mi accompagna ogni giorno e posso approdare a lei ogni volta che ne sento la necessità. Il T. A. mi ha fatto fare il “click”, ho trovato, anzi ritrovato, la fiducia in me stessa, ho imparato ad ascoltarmi e ho messo in pratica il LASCIAR ANDARE, LASCIAR ACCADERE, sentire il mio corpo e soprattutto le mie emozioni, distaccarmi dal mondo esterno, dal mondo caotico che viviamo ogni giorno. Ho iniziato ad usare il T. A  durante la giornata quando le situazione si fanno pesanti e spesso sono riuscita a darmi una pacca sulla spalla e dirmi “brava” per non aver reagito ad una provocazione, ma aver trovato in pochi minuti la calma.

Il cambiamento più significativo è stato a livello emozionale, a livello di anima . Mi sono Ritrovata!

Aver conosciuto una nuova me, gestire la mia energia per non arrivare scarica a fine giornata, saper dire no a qualche situazione che mi avrebbe disorientata. Ogni piccolo cambiamento è per me una grande conquista. Questo è stato il T. A. un gradito cambiamento una “bolla” piacevole e sicura dove potersi rifugiare e dove soprattutto poter capire crescere e mettere in pratica il mio IO.

QUALI SONO STATI GLI EFFETTI DEL TRAINING SU DI TE?

Il T. A. Spero che mi accompagni durante la vita, da oggi fa parte di me. Il momento più intenso del mio viaggio è stato il 4°incontro il CUORE: sentire il battito del mio cuore, sentire il bisogno di Amore, sentire il desiderio di coccole, di coccolarmi e vivere il ricordo di quel cuore che batteva insieme al mio. Ho ritrovato il mio cuore vivo e non come io temevo freddo e distante. Mi ero rinchiusa in una gabbia e avevo buttato la chiave, l’ho recuperata e la custodisco gelosamente al collo. Da questa esperienza ho scoperto , il mio cuore bello caldo e naturale che batte regolarmente dentro di me. L’incontro del “plesso solare” mi ha riequilibrato a livello intestinale, il mio gradito risultato fisico in questo percorso. Ogni incontro mi ha regalato sensazioni nuove sia a livello fisico che emozionale. Ho di nuovo, finalmente, recuperato il mio corpo la riscoperta di ogni piccola emozione con la mente del principiante.

Se sei interessat* ad un percorso individuale di Training Autogeno di base contattami : Maria Cristina Schintu, Counselor, Facilitatrice Mindfulness, Operatore Training Autogeno di base. Per info e primo contatto al 349 7168432

Calendario dell’avvento del Benessere

2 Dicembre iniziamo insieme questo percorso verso il Natale in modalità Mindfulness. Stare bene, sentirsi bene è uno delle condizioni più inseguite e raramente raggiunte. Per iniziare al meglio vi invitiamo a creare una sorta di “BOLLA” ovvero uno spazio riservato, comodo ed energeticamente positivo nella vostra casa. Arredate questa Bolla con qualcosa che vi piace : un tappeto, una poltrona, un cuscino per terra, delle candele profumate, qualsiasi cosa possa farvi sentire bene. Ogni giorno potrete rifugiarvi nella vostra Bolla e creare un rituale in cui potervi isolare per 10 minuti circa, stare in silenzio, ad occhi chiusi ad ascoltare e percepire come ci sentiamo. Potete utilizzare un timer se vi va. Ognuno può costruire il proprio personale rituale di BenEssere.
L’esperienza di oggi sarà proprio quella di stare nella Bolla e percepire come stiamo.
Vi auguriamo buon relax e attendiamo, nei commenti, i racconti delle vostre esperienze.

Settembre, si riparte!

Oggi è l’ultimo giorno di Agosto, e già il tempo mi ha portato attraverso la pioggia a un quadro nostalgico del periodo soleggiato appena trascorso.

Fa capolino settembre…lo sento un po’ come oggi: sa di terra bagnata, di odore di umidità, di un leggero vento freddo, del terreno bagnato calpestato, del tonfo del silenzio, del suono degli uccellini interrotto dal rumore delle traffico che inizia a muoversi in modo più frenetico.

Ogni tanto nelle lunghe giornate di riposo, idee, desideri, progetti, sogni mi hanno richiamato ma solo ora li rivedo nitidamente e iniziano a prendere vita.

Settembre per me è un po’ come un secondo capodanno, il mese della ripartenza, un passaggio dell’anno in cui ri-focalizzarmi con una nutrita vitalità su idee, desideri e progetti. Non metto da parte questa “smania” e concretizzo su carta la mappa delle azioni per le prossime settimane.

E tu hai sentito il richiamo di settembre? Quali idee, desideri, progetti, sogni ti hanno o ti stanno richiamando?

Quali modifiche senti che sono necessarie in questa nuova stagione che sta per cominciare?

Puoi porti alcune domande per portare maggiore consapevolezza alle tue intuizioni e prospettare delle azioni.

Cosa mi piacerebbe fare se non avessi paura?

Quali punti di forza mi possono aiutare nel cambiamento di prospettiva?

Chi o cosa può essermi di aiuto?

Se fossi sicura/o di raggiungere il mio obiettivo quale sarebbe il primo passo?

Prenditi un po’ di tempo per rispondere a queste domande, forse ti sarà subito chiaro tutto o avrai necessità di altro tempo. Forse il desiderio ti farà muovere il primo passo o chiedere aiuto, oppure potrai annottare tutto su un diario e aspettare che maturi per qualche tempo dentro di te!

Comunque vada, buon ri-inizio settembrino!

Se posso esserti di aiuto con un incontro di Counseling per prendere consapevolezza delle tue idee e progetti e dei tuoi punti di forza, contattami:

Percorsidicounseling72@gmail.com wa 349/7168432

L’ Amore nelle sue molteplici sfaccettature

Di Cristina Schintu

L’essenziale è invisibile agli occhi cosi come ben descrive l’autore del Piccolo Principe in una sua frase che raccoglie l’argomento di oggi.

Nella mia esperienza di paziente e  cliente prima, Counselor e amica dopo, ho incontrato spesso, nascosti fra le righe dei racconti il dolore e la gioia di amare ed essere amati o eccessivamente amati, così come il fastidio e il dolore di non essere ricambiati, o almeno non come esattamente vorremmo che fosse. Non parlo solo di relazioni amorose ma di tutta quella serie di relazioni intime e familiari di cui ognuno di noi fa esperienza di abbondanza e mancanza.

Spesso il dolore è mascherato dalla rabbia, dal fastidio,dall’odio e a volte dall’indifferenza, fino a manifestarsi apertamente nel dolore e nelle lacrime.

A farci stare male è l’idealizzazione dell’amore, ossia ottenere la manifestazione dell’amore cosi come vorremmo che fosse: la presenza, una telefonata, un messaggio, un mazzo di fiori, un regalo per un’anniversario, baci e abbracci….

Ma spesso viviamo esperienze completamente lontane da ciò che desideriamo.

Le continue riflessioni e il lavoro di crescita personale sulle relazioni mi ha portato a scoprire come ogni persona ha una sua modalità di amare e di manifestare l’amore che prova.

Ho osservato l’amore e la sua comunicazione sotto diverse sfaccettature:

A volte ho scoperto l’amore dietro l’offerta di cibo e dietro la sua scrupolosa preparazione e continui inviti.

Altre volte l’ ho intravisto dietro l’eccessiva preoccupazione, l’offrirsi  nel semplificare e accompagnare evitando l’esperienza dell’autonomia personale.

Ho visto l’amore nella estrema gentilezza.

Nella preparazione di un caffè.

In una parola o una frase.

 In un come stai e l’ascolto della risposta.

L’ho visto in un bacio sulla fronte.

Nell’ascolto profondo e disinteressato.

Nel superamento del proprio orgoglio, nel chiedere scusa.

Nel cambiare idea accettando il cambiamento dell’altro.

L’ ho visto dietro un ti amo senza risposta.

Dietro l’assenza e le lamentele.

L’ Amore moderno passa attraverso la tecnologia, un like, la condivisione di una foto, emoticons con abbracci e cuori…

Ho imparato a vedere davvero la comunicazione dell’amore nascosto quando ho iniziato a dimorare più spesso nel qui ed ora, quando ho iniziato a prendere consapevolezza di ciò che mi mancava, quando ho iniziato a capire che ognuno ha esperienze differenti dell’amore, nel dare e nel ricevere. Quando ho conosciuto da vicino la pazienza,il perdono, la gentilezza, e ho potuto osservare attraverso la pratica meditativa attraverso lo sguardo del principiante: quello sguardo che osserva le manifestazioni dell’amore come se fosse la prima volta, da un punto di vista neutrale.

Da lì mi sono aperta all’accettazione.

Accettare in questa accezione, per me significa accogliere le dimostrazioni dell’altro cosi come sono, riconoscendone il profondo intento.

Significa accettare la voragine d’amore e smettere di desiderare che arrivi dall’esterno.

Significa accogliere lo  sforzo dell’altro nella sua massima manifestazione,come dono, imparando a gioirne.

Per iniziare a portare l’attenzione al cuore ti consiglio al seguente link (puoi scaricare la meditazione guidata)

https://www.passioneyoga.it/pmoaudio/?fbclid=IwAR1ATE54NhakHPUGUzH4Id2P-DmlwYt9xiSM_QK7aECagme5bnKCoVPLDq4

Se posso esserti di aiuto attraverso un percorso di Counseling o di Mindfulness con pratiche del Cuore e sul perdono contattami:

percorsidicounseling72@gmail.com oppure su wa 349 7168432

COSA È IL COUNSELING?

Lo scopo non è quello di risolvere un problema particolare, ma aiutare l’individuo a crescere perché possa affrontare sia il problema attuale sia quelli successivi in maniera più integrata, ovvero con maggiore autonomia, responsabilità e consapevolezza”.

(Carl Rogers, 1942).

Il counseling pone la sua attenzione sui problemi che le persone affrontano nella vita quotidiana e suoi significati che attribuiscono alla loro esperienza e si concentra soprattutto sulle potenzialità della persona, sulle sue risorse e capacità di autodeterminazione.
Si configura come una professione di aiuto e di ascolto.

È un percorso in cui le persone vengono aiutate a definire il problema e gli obiettivi che stanno affrontando per poter prendere decisioni adeguate.

Il Counseling si occupa di problematiche di ambito personale, relazionale, sociale, educativo e lavorativo.

Le tecniche comunicative, ma soprattutto le qualità che la/il Counselor attua nella relazione (empatia, congruenza, assenza di giudizio) permettono al cliente di sentirsi accolto per ciò che è e sta vivendo.

Come si svolge un percorso di counseling?
Il percorso inizia con un colloquio preliminare in cui si definisce il problema (es. cambiare un comportamento, superare una difficoltà, risolvere una situazione specifica), per poi individuare negli incontri successivi strategie e aggiustamenti che portino alla risoluzione della difficoltà iniziale.

L’obiettivo del counseling è rendere la persona autonoma nel prendere decisioni che potrà poi attuare nella sua vita quotidiana.

In Italia attualmente il counseling è regolamentato dalla legge 4/2013

Se senti di essere in un periodo di difficoltà e non hai strumenti per affrontarlo contattami, possiamo ricercare insieme la strada per la tua serenità!

Puoi mandarmi una mail a: percorsidicounseling72@gmail.com o mandare un messaggio wa al 3497168432

Cristina Schintu, *Counselor, Operatore Training Autogeno di base, *Facilitatrice Mindfulness adulti, adolescenti e bambini. (*Legge 4/2013)

Fonti articolo

Articoli sito https://www.counselingitalia.it

Counseling and Psychotherapy: Newer Concepts in Practice. Boston; New York: Houghton Mifflin Company, Carl Rogers 1942.

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