Elogio dell’incoerenza

Contraddirsi  significa “Smentire il proprio precedente comportamento o le proprie affermazioni”.

La persona così detta coerente, non offre sorprese, non tradisce le aspettative, non cambia idea.

La coerenza dà sicurezza, è un luogo dentro di noi dove ancorarci  nella moltitudine di scelte che ogni giorno dobbiamo compiere.

Mi chiedo se la coerenza sia sempre un valore. Se rimanere  immutabili, fedeli a noi stessi, a quell’immagine che ci siamo dati sia sempre funzionale mentre il mondo intorno e dentro di noi muta costantemente. Essere  coerenti in tal caso ci pone davanti alla rinuncia di una parte di noi che evolve giorno per giorno.

E come se la coerenza, in qualche modo, ci evitasse di  affrontare la paura del cambiamento e così facendo la nasconde.

Mi chiedo ancora se non sia invece l’ “incoerenza” il vero indice  dei nostri cambiamenti interni, la voce del nostro “sè” che evolve e matura.

Non siamo la stessa persona di ieri e pretendere di essere coerenti a chi eravamo non è una scelta che ci permette di dirigerci verso ciò che desideriamo realmente.

Forse dietro all’aspettativa o alla pretesa di coerenza si nasconde un bisogno di sicurezza, di prevedibilità,  un’incapacità di stare con quegli aspetti contraddittori dell’altro e di noi stessi.

Una  coerenza ricercata a tutti i costi è innaturale per l’essere umano. La vita in sé stessa  è  piena di contraddizioni, ci presenta il nero e il bianco, il volere una cosa e poi volere il suo opposto subito dopo o allo stesso tempo.

Un livello di coerenza tra valori interni ed atteggiamenti e comportamenti esterni è sicuramente indice di una buona salute mentale, ma ritengo altrettanto sano prendere atto consapevolmente di tutti quei cambiamenti che avvengono dentro di noi rispetto alle scelte e affermazioni fatte in passato, cogliendo e manifestando anche tutta la nostra  incoerenza!

“Mi contraddico? Certo che mi contraddico!
Sono grande, contengo moltitudini…”
(Walt Whitman – Foglie d’erba)

Cristina Schintu, Counselor, Operatore Training autogeno di base, Facilitatrice Mindfulness.

Cell 349 7168432

mail: Percorsidicounseling72@gmail.com

Rinascere e Ricominciare

Rinascere e ricominciare è il valore simbolico che mi ispira la Pasqua. Per me rappresenta il culmine di un lungo ciclo: morte, resurrezione e rinascita.
La Pasqua con la sua simbologia mi fa pensare alle esperienze esistenziali che tutti noi affrontiamo nella nostra vita.

Ogni Pasqua è un’opportunità per attribuire nuovi significati agli eventi che ci hanno accompagnato durante 12 lunghi mesi.


Nel Vangelo la Pasqua è un’esperienza sia negativa sia  positiva. Ci racconta  esperienze di tradimento, tentazione, sofferenza, paura e morte. Sentimenti che fanno male ma che  possono anche essere grandi maestri.
Ma ci parla anche di Amore in tutte le sue sfacettature: quello filiale, quello assoluto, quello del sacrificio estremo, del perdono, della compassione, della fiducia, della condivisione;

Pasqua così come “morire a se stessi” nel suo connotato simbolico arriva per liberarci da qualcosa che non è più funzionale per noi, puó perdere il suo concetto negativo e prendere quello positivo di trasformazione e rinnovamento.

La Resurrezione, la vita nuova nella Pasqua arriva al terzo giorno. A livello simbolico è il tempo di sedimentazione, dove ognuno ha uno spazio dove rimarginare le proprie ferite, rielaborare e rinascere a nuova vita. È il tempo per la cura e l’amore per  sé stessi. È il tempo di ricominciare dopo esserci liberati dalle zavorre che ci portavamo dietro.


Rinascere e Ricominciare, la vita ci Richiama con tutta la sua potenza, con nuove energie e obiettivi per un nuovo ciclo di morte, resurrezione e rinascita.

Buona Pasqua di trasformazione e rinascita simbolica a chi in questo momento si trova in questa fase di vita!

Cristina Schintu, Counselor, Operatore di Training autogeno base adulti e bambini. Facilitatrice Mindfulness, adulti, adolescenti, bambini e nei contesti educativi.

Percorsidicounseling72@gmail.com
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Visualizzazione della Montagna con audio pratica

La pratica della “Visualizzazione della Montagna ” è l’ultima delle 4 pratiche che vi propongo e fanno parte del percorso “Mindfulness per l’equilibrio interiore”. La pratica è in forma ridotta per consentire anche ai neofiti di approcciarsi alle pratiche Mindfulness e aprirsi ad una esperienza di riflessione.

La Visualizzazione della Montagna è utile quando viviamo delle vicende dolorose e difficili nella nostra vita quotidiana. Ci aiuta a stabilizzarci e a centrarci trovando la giusta lontananza dagli stessi eventi.

Cercare di allontanarci dagli eventi dolorosi non significa non ascoltarci, non accoglierci, ma al contrario tentare di non farci travolgere da queste stesse emozioni.

Possiamo imparare dalla montagna a rimanere imperturbabili nonostante le diverse intemperie che accompagnano il passare delle stagioni.

Riconoscere le qualità della montagna come solidità e stabilità, imparare a rafforzare queste stesse qualità dentro di noi, attingere a queste immagini attraverso la pratica ci può essere utile ogni volta che siamo travolti dalle emozioni e dai pensieri negativi.

Personalmente la pratica mi ha aiutata in momenti della mia vita in cui mi sentivo poco centrata o divisa da forti emozioni contrastanti. L’immagine della montagna ferma, stabile e ben radicata mi ha permesso, in quei momenti, di acquisire parte di quelle caratteristiche facendo nascere in me una maggiore forza d’animo trasformata subito dopo in calma e pacatezza.

Per svolgere insieme la pratica completa o per informazione sui percorsi individuali on line di Mindfulness potete mandare un messaggio wa al 3497168432

Maria Cristina Schintu, Counselor, Operatore Training Autogeno di base, Facilitatrice Mindfulness adulti, adolescenti, bambini e nei contesti educativi.

Stabilisciti nel cuore con audio pratica

La Pratica Stabilisciti nel cuore è la terza pratica (in formatto ridotto per principianti) del percorso di quattro incontri di “Mindfulness per l’equilibrio interiore”, questa pratica ha l’effetto di riportare alla mente e al cuore un evento o persona significativa che porta il cuore in coerenza cardiaca cioè in perfetta connessione fra cuore e cervello, producendo una sensazione di equilibrio interiore e benessere.

Portare alla mente una persona o evento altamente piacevole per un tempo adeguato porta il nostro sistema cuore-cervello in uno stato di “Coerenza Cardiaca”, uno stato in cui tutte le nostre parti fisiologiche lavorano in armonia aumentando la secrezione di ossitocina e di endorfine e riducendo lo stress.

“La connessione con l’intelligenza del cuore ci apre a una maggiore comprensione di quali sono i nostri bisogni e dove sono i nostri problemi irrisolti e ci aiuta a risolverli da una prospettiva più equilibrata.”. Howard Martin

Con la compassione non solo ci sontonizziamo con il nostro cuore, ma posizionandoci in una gamma di sentimenti espansivi e benevoli, attiviamo una QUALITÀ diversa nel campo magnetico che avrà un impatto positivo in chi ci sta accanto e nelle nostre relazioni.

Personalmente questa pratica mi aiuta ogni qualvolta gli eventi della vita mi sembrano insopportabili, entrare in coerenza mi aiuta a percepire una diminuizione del dolore emotivo e a ritrovare per alcuni momenti uno stato di “calore umano” migliorarando la percezione di ció che sto sperimentando. Quando la soglia del dolore diminuisce mi sento più aperta a vedere con un’altra prospettiva ció che mi circonda.

Per svolgere insieme la pratica completa o per informazione sui percorsi individuali on line di Mindfulness potete mandare un messaggio wa al 3497168432

Maria Cristina Schintu, Counselor, Operatore Training autogeno di base, Facilitatrice Mindfulness bambini, ragazzi, adulti e nei contesti educativi.

Autocompassione con audio pratica

La pratica di “Autocompassione” è la seconda pratica che vi propongo e fa parte del percorso “Mindfulness per l’equilibrio interiore”. La pratica è in forma ridotta per consentire anche ai neofiti di approcciarsi alle pratiche Mindfulness e aprirsi ad una esperienza di riflessione.

L’esercizio di Autocompassione puó aprirci a emozioni di affetto, perdono, tenerezza, amore prima di tutto verso noi stessi. Questo è stato dimostrato da uno studio in cui è emerso che dopo un percorso di Mindfulness di otto settimane i partecipanti riportavano un aumento significativo dell’autocompassione.

Personalmente questa pratica mi ha sorpreso facendomi scoprire che prima di poter essere compassionevole con le altre persone, era necessario esserlo con me stessa. Ogni volta che una difficoltà o un dolore viene a farmi visita mi prendo cura di me stessa per poi riprendere il contatto con il resto del mondo. L’autocompassione è diventata una pratica di “rifornimento emotivo” per poter affrontare con forza gli eventi della vita.

Per svolgere insieme la pratica completa o per informazione sui percorsi individuali on line di Mindfulness potete mandare un messaggio wa al 3497168432

Maria Cristina Schintu, Counselor, Operatore Training autogeno di base, Facilitatrice Mindfulness bambini, ragazzi, adulti e nei contesti educativi.

Sorriso Consapevole con audio pratica

La pratica del “sorriso interiore” è la prima delle 4 pratiche che vi propongo e fanno parte del percorso “Mindfulness per l’equilibrio interiore”. La pratica è in forma ridotta per consentire anche ai neofiti di approcciarsi alle pratiche Mindfulness e aprirsi ad una esperienza di riflessione.

La serenità e il benessere non dipendono dalle circostanze esterne ma dalla modalità interiore con cui affrontiamo la vita e le avversità di tutti i giorni.

E’ possibile essere sereni nel profondo nonostante il caos di ogni giorno.

Con la Mindfulness è possibile aprirsi ad uno spazio interiore nel quale imparare a scegliere risposte più equilibrate e consapevoli e compassionevoli.

La pratica del sorriso consapevole ci guida nel semplice gesto di sorridere per contattare la gioia e la gentilezza che costituiscono la nostra profonda essenza.

Imparare a praticare questo atteggiamento profondo anche se all’inizio può sembrare un po’ forzato può portare innumerevoli benefici da quello fisico a quello emotivo e mentale.

Questi benefici dipendono dalla nostra resa, apertura e volontà di lasciare andare la resistenza interna che potrebbe sorgere dentro di noi, riconoscere la sua origine, i nostri filtri mentali per poi lasciarla andare.

Personalmente questa pratica mi è stata utile nello scoprire che anche in momenti in cui normalmente è difficile sorridere, questo puó nascere prima da un semplice esercizio e in seguito come atteggiamento alla vita e alle difficoltà. Quando la vita mi presenta delle difficoltà ho imparato a sorridergli benevolmente. Il sorriso è diventato un cambiamento di atteggiamento alla vita stessa.

Per svolgere insieme la pratica completa o per informazione sui percorsi individuali on line di Mindfulness potete mandare un messaggio wa al 3497168432

Maria Cristina Schintu, Counselor, Operatore Training Autogeno di base, Facilitatrice Mindfulness adulti, adolescenti, bambini e nei contesti educativi.

Mindfulness per l’equilibrio interiore

Ho conosciuto la Mindfulness nel 2018 e ne ho trovato grandi benefici nella vita di tutti i giorni. La mindfulness è diventata così il mio stile di vita e ho deciso di diventare Facilitatrice di mindfulness per adulti, adolescenti, bambini e nei contesti educativi formandomi per due anni.
La mindfulness mi ha insegnato prevalentemente a stare nella vita, attenta al qui ed ora e al suo flusso senza più desiderare di essere in un altro luogo se non quello in cui sono immersa.
La pratica quotidiana ha diminuito la mia sofferenza rispetto alle vicissitudini della vita.
Mi ha dato strumenti che hanno migliorato  l’accettazione di me stessa e degli altri.
Mi ha donato strumenti di cui usufruisco facilmente ogni giorno e a seconda delle mie necessità.
Gli strumenti che la Mindfulness insegna sono le pratiche formali o meditazioni e quelle informali : atteggiamenti alla pratica e alla vita.

Fra le pratiche formali ce ne sono in particolare 4 che utilizzo maggiormente per mantenere un equilibrio interiore e di cui vorrei raccontarvi  negli articoli delle prossime 4 settimane.

Nel percorso “Mindfulness l’equilibrio interiore” descriveró una meditazione (pratica formale) a settimana e vi allegherò un breve audio con una versione ridotta per introdurvi alla pratica.


Le pratiche che potrete sperimentare  sono 4:


1) Pratica del sorriso consapevole:
Questa pratica ci guida nel semplice gesto di sorridere per contattare la gioia e la gentilezza che costituiscono la nostra essenza profonda.


2) Pratica di autocompassione: sviluppa lo stesso effetto di quando qualcuno si sta prendendo cura di noi facendoci sentire accolti e rilassati.


3) Pratica Stabilisciti nel cuore: ha l’effetto di riportare alla mente e al cuore un evento o persona significativa che porta il nostro cuore in coerenza cardiaca cioè in perfetta connessione fra cuore e cervello, producendo una sensazione di equilibrio interiore e benessere.

4) Pratica visualizzazione della montagna: è utile quando ci sentiamo intrappolati in sentimenti o pensieri che generano disagio. La montagna ci riporta ad un’immagine di stabilità ed equilibrio nonostante le intemperie che inperversano nel susseguirsi delle stagioni.

Chi è  interessato ad un percorso più approfondito puó contattarmi. Maria Cristina Schintu, Counselor, Operatore Training Autogeno di base, Facilitatrice Mindfulness.
Per info e primo contatto
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IL TRAINING AUTOGENO DI BASE, VALIDO AIUTO PER LE DONNE IN MENOPAUSA

Come Operatore qualificato di Training Autogeno di base propongo alle donne che si stanno avvicinando al periodo della menopausa l’apprendimento della metodologia autogena per diminuire i sintomi psicosomatici, emotivi e ormonali tipici di questo periodo della vita.

Anche se la menopausa è un processo normale nella vita di una donna, questo necessita oggi più che mai di un accompagnamento sia nella fase di accettazione di tale periodo che per quel che riguarda la gestione dei fastidiosissimi sintomi come: vampate di calore, ipersudorazione, tachicardia, insonnia, nervosismo, sbalzi di umore, stanchezza, mal di testa.

Il Training autogeno si configura come un metodo di autodistensione psicofisica e puó aiutare a tenere il corpo rilassato creando uno stato di benessere di base contro gli eventi della vita, in questo caso specifico dei sintomi dati dal cambiamento ormonale in atto.

L’allenamento quotidiano abbassa il livello degli ormoni dello stress e aumenta la produzione di endorfine aiutando a tenere stabile l’umore.

Ancora, il Training Autogeno è un valido alleato per la qualità del sonno, infatti ha effetti benefici sia per quel che riguarda la fase di addormentamento che nei possibili risvegli notturni.

Anche le vampate di calore possono essere gestite meglio dalle donne che apprendono il Training Autogeno. Infatti oltre ad imparare ad “accogliere e lasciare accadere”, quindi a gestire con meno ansia l’arrivo della vampata, lo stato di calma generale che viene acquisito permette una migliore gestione emotiva della stesse.

Infine l’ultimo esercizio del Training Autogeno, la fronte fresca, generando vasocostrizione puó essere d’aiuto sia per alleviare eventuali mal di testa e con una personalizzazione dell’esercizio generalizzare la vasocostrizione al viso e al petto, diminuendo l’impatto a livello fisico ed emotivo.

Se sei una donna che si sta avvicinando alla menopausa o sei nel pieno della sintomatologia contattami per info riguardo al percorso individualizzato o di gruppo interamente on line.

Maria Cristina Schintu, Counselor, Facilitatrice Mindfulness, Operatore Training Autogeno di base E. C. A. A T. Cell. 349 7168432

Quali le differenze tra Training Autogeno e Mindfulness Transpersonale?

Personalmente sia come Operatrice certificata di Training Autogeno sia come Facilitatrice di Mindfulness Transpersonale (adulti, adolescenti, bambini e contesti educativi) provo a proporre delle mie personali e semplici considerazioni:
Ritengo il Training una Metodologia che si focalizza maggiormente sulle risorse corporee, permettendoci di conoscere il punto di acesso a tali risorse. Ognuno dei 7 esercizi ( compreso quello preliminare della calma) ci permette di attivare un rilassamento sempre più profondo  tendendo verso quel  processo naturale o Bionomico di cui parla tanto Schultz. Nella mia personale tipologia di accompagnamento, cerco sempre di aiutare le persone oltre che a prendere consapevolezza dei vissuti corporei, a generalizzare i suoi  insegnamenti. Infatti oltre a insegnarci a ritagliarci del tempo per noi stessi, il Training ci insegna a “lasciar accadere” senza dover porre un controllo continuo sugli eventi, e tanto ancora.

La Mindfulness Transpersonale nei suoi 8 incontri canonici ci invita a partire dal corpo per ampliare verso la consapevolezza dei pensieri, emozioni, respiro, abitudini automatiche. Ci insegna attraverso vari temi a scendere in profondità della nostra autoindagine, permettendoci di “stoppare” i nostri comportamenti ormai consolidati per rispondere agli eventi anzichè reagire con i soliti copioni. Questo ci permette di agire consapevolmente verso noi stessi, nelle relazioni, nel lavoro. Ci permettere di vedere il mondo sotto un’altra luce aumentando l’empatia, la compassione e la gentilezza verso noi stessi e tutto ció che ci circonda.

Come scegliere tra una metodologia e l’altra?

Dipende da ció che ognuno di noi necessità nel momento presente, dai bisogni quindi, ma anche dal punto di consapevolezza in cui ci si trova o si vuole arrivare. Io propongo, a chi è digiuno, sempre prima il Training, sia come metodo di autoconoscenza che come strumento di benessere per poi passare eventualmente alla Mindfulness, step in qualche modo più ampio e profondo.

Cristina Schintu, Counselor Assocounseling, Operatore Training Autogeno di base E. C. A. A. T. Facilitatrice Mindfulness Transpersonale Le Diecimila Creature.

Potete visitare il mio sito

http://www.cristinaschintucounselor.com

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L’ Amore nelle sue molteplici sfaccettature

Di Cristina Schintu

L’essenziale è invisibile agli occhi cosi come ben descrive l’autore del Piccolo Principe in una sua frase che raccoglie l’argomento di oggi.

Nella mia esperienza di paziente e  cliente prima, Counselor e amica dopo, ho incontrato spesso, nascosti fra le righe dei racconti il dolore e la gioia di amare ed essere amati o eccessivamente amati, così come il fastidio e il dolore di non essere ricambiati, o almeno non come esattamente vorremmo che fosse. Non parlo solo di relazioni amorose ma di tutta quella serie di relazioni intime e familiari di cui ognuno di noi fa esperienza di abbondanza e mancanza.

Spesso il dolore è mascherato dalla rabbia, dal fastidio,dall’odio e a volte dall’indifferenza, fino a manifestarsi apertamente nel dolore e nelle lacrime.

A farci stare male è l’idealizzazione dell’amore, ossia ottenere la manifestazione dell’amore cosi come vorremmo che fosse: la presenza, una telefonata, un messaggio, un mazzo di fiori, un regalo per un’anniversario, baci e abbracci….

Ma spesso viviamo esperienze completamente lontane da ciò che desideriamo.

Le continue riflessioni e il lavoro di crescita personale sulle relazioni mi ha portato a scoprire come ogni persona ha una sua modalità di amare e di manifestare l’amore che prova.

Ho osservato l’amore e la sua comunicazione sotto diverse sfaccettature:

A volte ho scoperto l’amore dietro l’offerta di cibo e dietro la sua scrupolosa preparazione e continui inviti.

Altre volte l’ ho intravisto dietro l’eccessiva preoccupazione, l’offrirsi  nel semplificare e accompagnare evitando l’esperienza dell’autonomia personale.

Ho visto l’amore nella estrema gentilezza.

Nella preparazione di un caffè.

In una parola o una frase.

 In un come stai e l’ascolto della risposta.

L’ho visto in un bacio sulla fronte.

Nell’ascolto profondo e disinteressato.

Nel superamento del proprio orgoglio, nel chiedere scusa.

Nel cambiare idea accettando il cambiamento dell’altro.

L’ ho visto dietro un ti amo senza risposta.

Dietro l’assenza e le lamentele.

L’ Amore moderno passa attraverso la tecnologia, un like, la condivisione di una foto, emoticons con abbracci e cuori…

Ho imparato a vedere davvero la comunicazione dell’amore nascosto quando ho iniziato a dimorare più spesso nel qui ed ora, quando ho iniziato a prendere consapevolezza di ciò che mi mancava, quando ho iniziato a capire che ognuno ha esperienze differenti dell’amore, nel dare e nel ricevere. Quando ho conosciuto da vicino la pazienza,il perdono, la gentilezza, e ho potuto osservare attraverso la pratica meditativa attraverso lo sguardo del principiante: quello sguardo che osserva le manifestazioni dell’amore come se fosse la prima volta, da un punto di vista neutrale.

Da lì mi sono aperta all’accettazione.

Accettare in questa accezione, per me significa accogliere le dimostrazioni dell’altro cosi come sono, riconoscendone il profondo intento.

Significa accettare la voragine d’amore e smettere di desiderare che arrivi dall’esterno.

Significa accogliere lo  sforzo dell’altro nella sua massima manifestazione,come dono, imparando a gioirne.

Per iniziare a portare l’attenzione al cuore ti consiglio al seguente link (puoi scaricare la meditazione guidata)

https://www.passioneyoga.it/pmoaudio/?fbclid=IwAR1ATE54NhakHPUGUzH4Id2P-DmlwYt9xiSM_QK7aECagme5bnKCoVPLDq4

Se posso esserti di aiuto attraverso un percorso di Counseling o di Mindfulness con pratiche del Cuore e sul perdono contattami:

percorsidicounseling72@gmail.com oppure su wa 349 7168432