Autocompassione con audio pratica

La pratica di “Autocompassione” è la seconda pratica che vi propongo e fa parte del percorso “Mindfulness per l’equilibrio interiore”. La pratica è in forma ridotta per consentire anche ai neofiti di approcciarsi alle pratiche Mindfulness e aprirsi ad una esperienza di riflessione.

L’esercizio di Autocompassione puó aprirci a emozioni di affetto, perdono, tenerezza, amore prima di tutto verso noi stessi. Questo è stato dimostrato da uno studio in cui è emerso che dopo un percorso di Mindfulness di otto settimane i partecipanti riportavano un aumento significativo dell’autocompassione.

Personalmente questa pratica mi ha sorpreso facendomi scoprire che prima di poter essere compassionevole con le altre persone, era necessario esserlo con me stessa. Ogni volta che una difficoltà o un dolore viene a farmi visita mi prendo cura di me stessa per poi riprendere il contatto con il resto del mondo. L’autocompassione è diventata una pratica di “rifornimento emotivo” per poter affrontare con forza gli eventi della vita.

Per svolgere insieme la pratica completa o per informazione sui percorsi individuali on line di Mindfulness potete mandare un messaggio wa al 3497168432

Maria Cristina Schintu, Counselor, Operatore Training autogeno di base, Facilitatrice Mindfulness bambini, ragazzi, adulti e nei contesti educativi.

IL TRAINING AUTOGENO DI BASE, VALIDO AIUTO PER LE DONNE IN MENOPAUSA

Come Operatore qualificato di Training Autogeno di base propongo alle donne che si stanno avvicinando al periodo della menopausa l’apprendimento della metodologia autogena per diminuire i sintomi psicosomatici, emotivi e ormonali tipici di questo periodo della vita.

Anche se la menopausa è un processo normale nella vita di una donna, questo necessita oggi più che mai di un accompagnamento sia nella fase di accettazione di tale periodo che per quel che riguarda la gestione dei fastidiosissimi sintomi come: vampate di calore, ipersudorazione, tachicardia, insonnia, nervosismo, sbalzi di umore, stanchezza, mal di testa.

Il Training autogeno si configura come un metodo di autodistensione psicofisica e puó aiutare a tenere il corpo rilassato creando uno stato di benessere di base contro gli eventi della vita, in questo caso specifico dei sintomi dati dal cambiamento ormonale in atto.

L’allenamento quotidiano abbassa il livello degli ormoni dello stress e aumenta la produzione di endorfine aiutando a tenere stabile l’umore.

Ancora, il Training Autogeno è un valido alleato per la qualità del sonno, infatti ha effetti benefici sia per quel che riguarda la fase di addormentamento che nei possibili risvegli notturni.

Anche le vampate di calore possono essere gestite meglio dalle donne che apprendono il Training Autogeno. Infatti oltre ad imparare ad “accogliere e lasciare accadere”, quindi a gestire con meno ansia l’arrivo della vampata, lo stato di calma generale che viene acquisito permette una migliore gestione emotiva della stesse.

Infine l’ultimo esercizio del Training Autogeno, la fronte fresca, generando vasocostrizione puó essere d’aiuto sia per alleviare eventuali mal di testa e con una personalizzazione dell’esercizio generalizzare la vasocostrizione al viso e al petto, diminuendo l’impatto a livello fisico ed emotivo.

Se sei una donna che si sta avvicinando alla menopausa o sei nel pieno della sintomatologia contattami per info riguardo al percorso individualizzato o di gruppo interamente on line.

Maria Cristina Schintu, Counselor, Facilitatrice Mindfulness, Operatore Training Autogeno di base E. C. A. A T. Cell. 349 7168432

L’ Amore nelle sue molteplici sfaccettature

Di Cristina Schintu

L’essenziale è invisibile agli occhi cosi come ben descrive l’autore del Piccolo Principe in una sua frase che raccoglie l’argomento di oggi.

Nella mia esperienza di paziente e  cliente prima, Counselor e amica dopo, ho incontrato spesso, nascosti fra le righe dei racconti il dolore e la gioia di amare ed essere amati o eccessivamente amati, così come il fastidio e il dolore di non essere ricambiati, o almeno non come esattamente vorremmo che fosse. Non parlo solo di relazioni amorose ma di tutta quella serie di relazioni intime e familiari di cui ognuno di noi fa esperienza di abbondanza e mancanza.

Spesso il dolore è mascherato dalla rabbia, dal fastidio,dall’odio e a volte dall’indifferenza, fino a manifestarsi apertamente nel dolore e nelle lacrime.

A farci stare male è l’idealizzazione dell’amore, ossia ottenere la manifestazione dell’amore cosi come vorremmo che fosse: la presenza, una telefonata, un messaggio, un mazzo di fiori, un regalo per un’anniversario, baci e abbracci….

Ma spesso viviamo esperienze completamente lontane da ciò che desideriamo.

Le continue riflessioni e il lavoro di crescita personale sulle relazioni mi ha portato a scoprire come ogni persona ha una sua modalità di amare e di manifestare l’amore che prova.

Ho osservato l’amore e la sua comunicazione sotto diverse sfaccettature:

A volte ho scoperto l’amore dietro l’offerta di cibo e dietro la sua scrupolosa preparazione e continui inviti.

Altre volte l’ ho intravisto dietro l’eccessiva preoccupazione, l’offrirsi  nel semplificare e accompagnare evitando l’esperienza dell’autonomia personale.

Ho visto l’amore nella estrema gentilezza.

Nella preparazione di un caffè.

In una parola o una frase.

 In un come stai e l’ascolto della risposta.

L’ho visto in un bacio sulla fronte.

Nell’ascolto profondo e disinteressato.

Nel superamento del proprio orgoglio, nel chiedere scusa.

Nel cambiare idea accettando il cambiamento dell’altro.

L’ ho visto dietro un ti amo senza risposta.

Dietro l’assenza e le lamentele.

L’ Amore moderno passa attraverso la tecnologia, un like, la condivisione di una foto, emoticons con abbracci e cuori…

Ho imparato a vedere davvero la comunicazione dell’amore nascosto quando ho iniziato a dimorare più spesso nel qui ed ora, quando ho iniziato a prendere consapevolezza di ciò che mi mancava, quando ho iniziato a capire che ognuno ha esperienze differenti dell’amore, nel dare e nel ricevere. Quando ho conosciuto da vicino la pazienza,il perdono, la gentilezza, e ho potuto osservare attraverso la pratica meditativa attraverso lo sguardo del principiante: quello sguardo che osserva le manifestazioni dell’amore come se fosse la prima volta, da un punto di vista neutrale.

Da lì mi sono aperta all’accettazione.

Accettare in questa accezione, per me significa accogliere le dimostrazioni dell’altro cosi come sono, riconoscendone il profondo intento.

Significa accettare la voragine d’amore e smettere di desiderare che arrivi dall’esterno.

Significa accogliere lo  sforzo dell’altro nella sua massima manifestazione,come dono, imparando a gioirne.

Per iniziare a portare l’attenzione al cuore ti consiglio al seguente link (puoi scaricare la meditazione guidata)

https://www.passioneyoga.it/pmoaudio/?fbclid=IwAR1ATE54NhakHPUGUzH4Id2P-DmlwYt9xiSM_QK7aECagme5bnKCoVPLDq4

Se posso esserti di aiuto attraverso un percorso di Counseling o di Mindfulness con pratiche del Cuore e sul perdono contattami:

percorsidicounseling72@gmail.com oppure su wa 349 7168432