Perdersi e non ritrovarsi

Questa  è una foto di qualche tempo fa, questa immagine mi suggeriva il guardarsi dentro, lo scoprirsi, l’accetarsi così come siamo.

Oggi dopo tanto tempo, osservandola mi ispira una nuova visione: perdersi e non ritrovarsi.

Dopo anni di impegno nella crescita personale e spirituale puó accadere che nel proprio cammino, all’improvviso, si presenti davanti una voragine buia e profonda. La crescita personale non è facile, è irta di grandi insidie come quella di pensare di poter raggirare il “dolore”. Perdersi è un’attimo,  riuscire ad uscirne non è scontato.

La crescita spirituale non la intendo in senso religioso, ma umanistico. Come scoperta e crescita del proprio potenziale o meglio identificata come tendenza attualizzante, di cui ci parla tanto Carl Rogers.

Essere spirituali per me significa vivere incarnando emozioni e vissuti senza rifiutarli, accogliendoli e superandoli trasmutando “il piombo in oro”.

Nella vita puó capitare di perdersi nella ricerca di se stessi, fino ad arrivare nel buio più profondo.
Dove il buio diventa un susseguirsi di ore, giorni e mesi di tristezza, dove la motivazione si affievolisce, il disinteresse regna, eppure rimangono paradossalmente le giuste energie per vivere, respirare, lavorare e interagire.

È come aver tracciato un cerchio sulla sabbia e sentirsi confinati lì, niente esiste fuori da esso, nessuna rotta, nessuna meta, nessuna strada. Si può solo stare lí, vivere ed aspettare che quello stato  prima o poi passi.

La forza nasce dall’accettazione, quella del momento presente. Fermarsi, andare avanti, senza ritrovarsi.

Ritrovarsi infatti assume il significato di trovarsi uguale a prima, e questo è impossibile. Si cambia inesorabilmente ogni giorno e in modo abissale dopo una crisi.

È necessario vivere accogliendo e accettando ció che si diventa anche quando non ci riconosciamo più e stentiamo a riconoscere la nuova strada.

C’è una sola possibilità per riprendere il nuovo cammino: farci indicare la strada dalla nostra “guida interiore”. Essa si manifesta nella passione per ciò che ci interessa.
La salvezza è iniziare a “ri-vedere” e godere di innumerevoli e minuscole “cose”  che ci fanno sorridere e battere il cuore.

Bisogna re-impatare ad avere uno sguardo nuovo verso il futuro, dove, prima o poi la strada diventerà meta.

Cristina Schintu
Counselor, Operatore T. A. Base, Facilitatrice Metafiaba, Facilitatrice Mindfulness

Cell 3497168432

Mail Percorsidicounseling72@gmail.com.com

Elogio dell’incoerenza

Contraddirsi  significa “Smentire il proprio precedente comportamento o le proprie affermazioni”.

La persona così detta coerente, non offre sorprese, non tradisce le aspettative, non cambia idea.

La coerenza dà sicurezza, è un luogo dentro di noi dove ancorarci  nella moltitudine di scelte che ogni giorno dobbiamo compiere.

Mi chiedo se la coerenza sia sempre un valore. Se rimanere  immutabili, fedeli a noi stessi, a quell’immagine che ci siamo dati sia sempre funzionale mentre il mondo intorno e dentro di noi muta costantemente. Essere  coerenti in tal caso ci pone davanti alla rinuncia di una parte di noi che evolve giorno per giorno.

E come se la coerenza, in qualche modo, ci evitasse di  affrontare la paura del cambiamento e così facendo la nasconde.

Mi chiedo ancora se non sia invece l’ “incoerenza” il vero indice  dei nostri cambiamenti interni, la voce del nostro “sè” che evolve e matura.

Non siamo la stessa persona di ieri e pretendere di essere coerenti a chi eravamo non è una scelta che ci permette di dirigerci verso ciò che desideriamo realmente.

Forse dietro all’aspettativa o alla pretesa di coerenza si nasconde un bisogno di sicurezza, di prevedibilità,  un’incapacità di stare con quegli aspetti contraddittori dell’altro e di noi stessi.

Una  coerenza ricercata a tutti i costi è innaturale per l’essere umano. La vita in sé stessa  è  piena di contraddizioni, ci presenta il nero e il bianco, il volere una cosa e poi volere il suo opposto subito dopo o allo stesso tempo.

Un livello di coerenza tra valori interni ed atteggiamenti e comportamenti esterni è sicuramente indice di una buona salute mentale, ma ritengo altrettanto sano prendere atto consapevolmente di tutti quei cambiamenti che avvengono dentro di noi rispetto alle scelte e affermazioni fatte in passato, cogliendo e manifestando anche tutta la nostra  incoerenza!

“Mi contraddico? Certo che mi contraddico!
Sono grande, contengo moltitudini…”
(Walt Whitman – Foglie d’erba)

Cristina Schintu, Counselor, Operatore Training autogeno di base, Facilitatrice Mindfulness.

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Rinascere e Ricominciare

Rinascere e ricominciare è il valore simbolico che mi ispira la Pasqua. Per me rappresenta il culmine di un lungo ciclo: morte, resurrezione e rinascita.
La Pasqua con la sua simbologia mi fa pensare alle esperienze esistenziali che tutti noi affrontiamo nella nostra vita.

Ogni Pasqua è un’opportunità per attribuire nuovi significati agli eventi che ci hanno accompagnato durante 12 lunghi mesi.


Nel Vangelo la Pasqua è un’esperienza sia negativa sia  positiva. Ci racconta  esperienze di tradimento, tentazione, sofferenza, paura e morte. Sentimenti che fanno male ma che  possono anche essere grandi maestri.
Ma ci parla anche di Amore in tutte le sue sfacettature: quello filiale, quello assoluto, quello del sacrificio estremo, del perdono, della compassione, della fiducia, della condivisione;

Pasqua così come “morire a se stessi” nel suo connotato simbolico arriva per liberarci da qualcosa che non è più funzionale per noi, puó perdere il suo concetto negativo e prendere quello positivo di trasformazione e rinnovamento.

La Resurrezione, la vita nuova nella Pasqua arriva al terzo giorno. A livello simbolico è il tempo di sedimentazione, dove ognuno ha uno spazio dove rimarginare le proprie ferite, rielaborare e rinascere a nuova vita. È il tempo per la cura e l’amore per  sé stessi. È il tempo di ricominciare dopo esserci liberati dalle zavorre che ci portavamo dietro.


Rinascere e Ricominciare, la vita ci Richiama con tutta la sua potenza, con nuove energie e obiettivi per un nuovo ciclo di morte, resurrezione e rinascita.

Buona Pasqua di trasformazione e rinascita simbolica a chi in questo momento si trova in questa fase di vita!

Cristina Schintu, Counselor, Operatore di Training autogeno base adulti e bambini. Facilitatrice Mindfulness, adulti, adolescenti, bambini e nei contesti educativi.

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Le relazioni “perfette”


Pochi giorni fa ho terminato di leggere Narciso e  Boccadoro di Hermann Hesse, un libro che desideravo  leggere da molto tempo che mi ha catapultato in un mondo a me caro, quello delle relazioni.

Il libro di Hesse ci apre a molte interpretazioni da quella filosofica a quella psicoanalitica e letteraria.
Personalmente il libro con la sua trama e i suoi personaggi mi richiama sopratutto per il tema esistenziale e il profondo legame amicale fra i due protagonisti.


Quella tra Narciso e Boccadoro, a mio parere potrebbe rappresentare sia la dualità dentro ognuno di noi (il lato spirituale e quello più legato ai sensi), sia la dualità che si declina in due esseri completamente diversi. In entrambi i casi (l’ essenza spirituale e quella sensibile) si distinguono nettamente e al contempo sono complementari.

La trama del libro racconta le loro vicende in un periodo storico buio ed essenziale: il medioevo, fra paganesimo, fede e peste. Il viaggio è la ricerca,  per Narciso della via ascetica, per Boccadoro quella mondana dei sensi. Ognuno di loro cerca e trova ció che sono destinati ad essere. Le loro vite si affiancano e si allontanano periodicamente per accrescere la loro conoscenza e condividerla.

È un’amicizia così profonda che si nutre di un’essenza sottile, invisibile, salda: una forma d’Amore molto preziosa. Un sentimento che si protrae attraverso il tempo e lo spazio delle loro vicende e che non si spezza mai fino all’ultima scena.

Fra ombre inconsce, pensieri, poesia,arte, voci interiori, contemplazione, la natura di entrambi si manifesta con una grande consapevolezza. Ecco perchè la loro amicizia durerà per sempre. Ognuno di essi nel proprio viaggio ricerca e trova risposte che sono capaci di comunicarsi e trarne insegnamento reciproco.  Ognuno di essi ha la facoltà di riconosce il diamon del proprio amico e di sostenerne la manifestazione.


Dal libro Narciso e Boccadoro (Hermann Hesse) :
“Il nostro fine non è quello d’avvicinarci, così come non s’avvicinano fra loro il sole e la luna, o il mare e la terra. Il nostro obiettivo non è quello di trasformarci a vicenda, ma di conoscerci reciprocamente ed imparare a vedere e a rispettare nell’altro ciò che egli è: il nostro opposto e il nostro complemento”.


Della lettura del libro mi rimane un grande insegnamento quella di una relazione “perfetta”  dove per “perfetta” non intendo una relazione idilliaca senza ombre o difficoltà, ma ciascuno attraverso la scoperta della propria ombra porta una riflessione sul proprio modo di agire. È questa la perfezione che intendo, a patto che sia consapevole e condivisa con compassione, nel rispetto del proprio sentire e di quello dell’altro.

Possono esistere relazioni “perfette”?  Io posso affermare di sì, nella mia vita ne ho sperimentato per ora quattro, importanti, immense e a volte dolorose. Quattro persone diversissime fra loro, a cui mi sono sentita legata da un’affinità elettiva. Quattro relazioni colme di vicende umane, gioie, dolori, confidenze, consapevolezze, trasmutazioni fino a poter accettare con grande Amore, anche il trapasso di una di loro. Relazioni così sottili e nutrienti per me, non si dissipano con l’assenza, ma contribuiscono a nutrire e mettere in luce costantemente parti di me.

Maria Cristina Schintu, Fb e Istagram: Percorsidicounseling

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Professional Counselor, Operatore Training Autogeno di base, Facilitatrice Metafiabe, Facilitatrice Mindfulness adulti, ragazzi, bambini e nei contesti educativi.

Il Conflitto come risorsa

[1]“Alcuni porcospini, in una fredda giornata d’inverno, si strinsero vicini, vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l’uno dall’altro. Quando poi il bisogno di riscaldarsi li portò nuovamente a stare insieme, si ripeté quell’altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro fra due mali finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione.”

È la giusta distanza che rende possibile la loro coesistenza!

La parola conflitto rappresenta uno “stato di tensione in cui un individuo viene a trovarsi quando è sottoposto alla pressione di impulsi, bisogni e motivazioni contrastanti.”

Il conflitto è un esperienza di crescita che costringe l’uomo alla relazione con se stesso e con l’altro, una risorsa che può essere fonte di nuove opportunità. Reprimere il conflitto è sbagliato poiché negarlo porta ad una sua crescita esponenziale.

“Nel conflitto, l’altro mi obbliga a considerarlo, mi invita a vedere un punto di vista che non sia il mio, amplia il mio campo di comprensione del mondo” (Isabelle Filliozat)

Al fine di evitare la crescita esponenziale del conflitto è necessario concentrarsi sulla soluzione del problema, evitando comportamenti minacciosi, esprimendo le proprie emozioni in modo positivo. Si puó guardare al conflitto come a una risorsa e un’occasione per conoscere se stessi e l’altro in maniera più intima e profonda (Daniele Novara).

Il punto di arrivo finale non è la risoluzione del conflitto in modo positivo ma la comprensione e ridefinizione dei bisogni profondi e la miglior conoscenza di se stessi. L’altro mi interessa nel conflitto perché il conflitto parla di noi e solo se entrambi sappiamo stare nel conflitto quest’ultimo potrà dispiegare la propria potenzialità trasformativa ed evolutiva (Daniele Novara).


[1] https://www.treccani.it/vocabolario/conflitto/


[1] Arthur Schopenhauer – Parerga e Paralipomena (1851), volume II, capitolo XXXI, sezione 396

Bibliografia

Il conflitto, Massimiliano Nisati, NeP edizioni, Roma,2017
La grammatica dei conflitti – Daniele Novara

Heart meditation #worldwellnessweekend

Heart meditation o meditazione del cuore è una delle più belle meditazioni dinamiche. È stata ideata da OSHO e musicata da Karounesh. La musica accompagna i movimenti fluidi e la tonalità risuona nel cuore alla stessa frequenza del IV Chakra (cuore).

La meditazione del cuore lavora per la centratura di questo organo, donando effetti quali: leggerezza, accettazione, gioia, amore per sé stessi, equilibrio nelle relazioni, amore incondizionato.

È consigliata quando vogliamo lavorare sul Chakra del cuore, vogliamo meditare in movimento, sentiamo il bisogno di centrarci sul cuore, sentiamo il bisogno di mettere ordine nel nostro centro energetico personale per ripulirlo cosi da far fluire l’amore e sanare parti di noi.

La meditazione si esegue in più fasi, da quella Dinamica in piedi a quella statica seduti e sdraiati.

I movimenti sono direzionali nei 4 punti cardinali che rappresentano mente, corpo, spirito, emozioni, e i movimenti delle braccia vanno dal cuore verso l’esterno e dall’esterno verso il cuore in un sano equilibrio tra dare d ricevere.

Il 19 settembre presso Locanda Minerva in occasione della Giornata Mindfulness (dalle 10:00 alle 18:00) e l’evento #worldwellnessweekend, Percorsidicounseling e Counseling e BenEssere offrono GRATUITAMENTE (è necessario solo prenotarsi) Heart meditation (dalle 18:00 alle 19:00), come dono a chiunque voglia partecipare per supportare l’idea della prevenzione e del benessere che come professioniste condividiamo con l’iniziativa #worldwellnessweekend.

La Giornata Mindfulness si propone di far conoscere e sperimentare le pratiche Mindfulness per acquisire strumenti efficaci per il proprio benessere personale.

Per info:

Cristina 3497168432

Francesca 3471912672

Giornata Mindfulness #worldwellnessweekend

Il 19 settembre 2021 presso la Locanda Minerva a Villanova Monteleone Percorsidicounseling & Counseling e BenEssere propongono la terza edizione della Giornata Mindfulness. Una giornata interamente dedicata al benessere, alla scoperta della natura, della Mindfulness, delle sue pratiche e dei suoi benefici.

Quest’anno la Giornata Mindfulness è inserita all’interno dell’evento internazionale #worldwellnessweekend, un iniziativa INTERNAZIONALE che vuole occuparsi di divulgare e sostenere eventi di prevenzione sul benessere. La nostra proposta è “Heart Meditation” , una meditazione di un’ora gratuita (dalle 18:00 alle 19:00) aperta a chiunque voglia partecipare.

Durante la giornata si alterneranno diverse pratiche statiche e in movimento. Prenderemo maggiore consapevolezza dei sensi, del corpo, del respiro, del cibo.

Un’esperienza preziosa per accorgerci del momento presente disinserendo il pilota automatico e godendo con maggiore pienezza di ciò che ci circonda.

Impareremo che è possibile ridurre lo stress quotidiano praticando la piena attenzione.

Vi aspettiamo numerosi per questa nuova esperienza.

Per partecipare è necessario iscriversi chiamando i numeri 349 7168432 Cristina, 347 191 2672 Francesca.

Dolce far niente!

Eccoci ad agosto, per molti il mese delle ferie, delle vacanze.
Il periodo delle ferie ci riporta come da tradizione a un tempo dedicato a staccarci dalle normali attività quotidiane ed entrare in una dimensione dove generalmente ci si dirige verso uno spazio diverso, i ritmi si fanno più lenti e la maggior parte del tempo viene dedicata al riposo e ad attività ristoratrici. Un tempo di relax dove possiamo resettare il nostro sistema nervoso troppo spesso sotto stress per una rigenerazione sia a livello fisico che mentale e rendere fruttuosa la nostra ripartenza.

Ma non sempre è così, anche quando si sono programmate con cura le ferie e arriva il tanto atteso tempo del “dolce far niente “ molti di noi non riescono a staccare e godersi le vacanze, ci si sente strani, in colpa di non essere attivi, impegnati, utili. È come se non fossimo più capaci di godere di un tempo di ozio e improduttività, educati per usare il tempo nell’iper-produttività.
Eppure il “dolce far niente” è un momento nel quale la nostra energia interiore può riuscire a liberarsi.

Una pratica che può portare grandi benefici come un profondo rilassamento, una carica di nuova energia, o importanti intuizioni, portatrici di nuove visioni e soluzioni.
Impariamo a riscoprire allora questa dimensione di “dolce far niente” che alcuni di noi non vivono forse dai tempi della loro infanzia. Impariamo ad accogliere questi momenti come delle vere e proprie occasioni di rigenerazione totale e impariamo a programmare dei momenti d’ozio durante la nostra quotidianità durante tutto l’anno senza più sensi di colpa ma consapevoli che siano dei momenti importanti per migliorare la nostra salute psico-fisica ed energetica.

*“Se non vogliamo consumarci e morire ancor prima di aver vissuto, dobbiamo recuperare l’arte del dolce far nulla, dobbiamo reimparare a concerderci il lusso di dire: per oggi basta, per oggi mi fermo”.

E tu, riesci a ritagliarti del tempo da dedicare al “Dolce far niente” ?

*[…] (Schiavi del tempo, Ivan Petruzzi)

Se posso esserti di aiuto contattami: percorsidicounseling72@gmail.com. Cell. 349 7168432

LE CLIENTI RACCONTANO… LA LORO ESPERIENZA CON IL TRAINING AUTOGENO

Oggi anzichè rimarcare i benefici del Training Autogeno di base lascio alle parole delle clienti che hanno scelto in un periodo particolare della loro vita di imparare questo metodo facendosi accompagnare da me.

CHE IDEA TI ERI FATTO/A DEL TRAINING AUTOGENO E COSA HAI TROVATO?

Sono approdata al T. A. con una infarinatura generale.
Sapevo che il T. A. è una tecnica di rilassamento per gestire lo stress e per trovare pace, la pace che io cercavo ma ho trovato molto di più. La mia “Bolla” mi accompagna ogni giorno e posso approdare a lei ogni volta che ne sento la necessità. Il T. A. mi ha fatto fare il “click”, ho trovato, anzi ritrovato, la fiducia in me stessa, ho imparato ad ascoltarmi e ho messo in pratica il LASCIAR ANDARE, LASCIAR ACCADERE, sentire il mio corpo e soprattutto le mie emozioni, distaccarmi dal mondo esterno, dal mondo caotico che viviamo ogni giorno. Ho iniziato ad usare il T. A  durante la giornata quando le situazione si fanno pesanti e spesso sono riuscita a darmi una pacca sulla spalla e dirmi “brava” per non aver reagito ad una provocazione, ma aver trovato in pochi minuti la calma.

Il cambiamento più significativo è stato a livello emozionale, a livello di anima . Mi sono Ritrovata!

Aver conosciuto una nuova me, gestire la mia energia per non arrivare scarica a fine giornata, saper dire no a qualche situazione che mi avrebbe disorientata. Ogni piccolo cambiamento è per me una grande conquista. Questo è stato il T. A. un gradito cambiamento una “bolla” piacevole e sicura dove potersi rifugiare e dove soprattutto poter capire crescere e mettere in pratica il mio IO.

QUALI SONO STATI GLI EFFETTI DEL TRAINING SU DI TE?

Il T. A. Spero che mi accompagni durante la vita, da oggi fa parte di me. Il momento più intenso del mio viaggio è stato il 4°incontro il CUORE: sentire il battito del mio cuore, sentire il bisogno di Amore, sentire il desiderio di coccole, di coccolarmi e vivere il ricordo di quel cuore che batteva insieme al mio. Ho ritrovato il mio cuore vivo e non come io temevo freddo e distante. Mi ero rinchiusa in una gabbia e avevo buttato la chiave, l’ho recuperata e la custodisco gelosamente al collo. Da questa esperienza ho scoperto , il mio cuore bello caldo e naturale che batte regolarmente dentro di me. L’incontro del “plesso solare” mi ha riequilibrato a livello intestinale, il mio gradito risultato fisico in questo percorso. Ogni incontro mi ha regalato sensazioni nuove sia a livello fisico che emozionale. Ho di nuovo, finalmente, recuperato il mio corpo la riscoperta di ogni piccola emozione con la mente del principiante.

REPORT DEL PERCORSO DI APPRENDIMENTO DEL TRAINING AUTOGENO

CHE IDEA TI ERI FATTO/A DEL TRAINING E COSA HAI TROVATO?

Il mio primo contatto con il training autogeno veniva da un’esperienza legata principalmente alla necessità di capire come affrontare le ansie legate al parto e il parto stesso. Purtroppo non ho avuto l’opportunità di approfondirlo perché non ho trovato nessun professionista che mi potesse accompagnare in questa pratica.
Soltanto negli ultimi mesi ho avuto l’opportunità di ripensare a quel percorso stavolta dettato dalla necessità di approfondire alcuni parti del mio essere ma anche per capire come controllare al meglio alcuni lati della mia emotività che mi hanno sempre causato molte complicazioni.
Il periodo di emergenza che stiamo vivendo ha accentuato tutte le mie ansie e difficoltà e così grazie all’incontro con una persona professionale e profonda come Cristina sono riuscita a conoscere da vicino il training, stavolta riuscendo ad entrare nel vivo della sua essenza e a scoprirlo e volerlo come parte delle mie giornate. Credo e sono convinta che sia grazie a persone così competenti come Cristina che derivi una buona acquisizione della pratica del training. Venendo dall’esperienza dello yoga, con il quale sono stata molto fortunata ad incontrare persone che me lo hanno fatto amare profondamente, così anche se in maniera differente è stato per il training.

QUALI SONO STATI GLI EFFETTI DEL TRAINING SU DI TE?

Fin dall’inizio ho potuto apprezzare i benefici immediati che solo alcuni minuti di concentrazione su noi stessi possono dare al nostro corpo e alla nostra mente. Il proseguo del corso e della conseguente pratica giornaliera non hanno fatto altro che migliorare le mie giornate e il rapporto con le altre persone. Fermarsi su se stessi, sui propri bisogni sia fisici che mentali, comportamentali, sociali, familiari e lavorativi non fa altro che farci capire più a fondo ciò di cui abbiamo bisogno, cosa e chi vogliamo intorno a noi e soprattutto come. La qualità delle nostre giornate ne trae giovamento. In ogni momento di crisi so che ho uno strumento in più per affrontarlo più serenamente. In questi mesi ho potuto sperimentare la pratica in diversi momenti di tensione sia emotiva che fisica ed è sempre stata di giovamento e aiuto. Il mio sonno è diventato più “leggero”, in senso positivo, più rilassato e più riposante ma poiché non sempre è così nei casi di agitazione, ansia e difficoltà a prendere sonno i miei minuti di training mi aiutano ad alleggerire mente e corpo. Insomma il training è diventato oramai parte di me, un valido alleato alle mie difficoltà e un aiuto a trovare la giusta serenità.

Alcune testimonianze

“Da quando ho iniziato il training le cose sono cambiate, io sono cambiata, sono molto più tranquilla, prima mi scaldavo, mi agitavo, e invece ora lascio correre, accetto di più. Il Training mi ha cambiata, mi sento più rilassata, è migliorato il sonno, riesco a gestire meglio le emozioni come la rabbia“.

“Iniziare il percorso con il Training Autogeno è stato come salire su un treno su cui immagini di viaggiare a velocità sostenuta, su un binario unico dritti fino a destinazione. Paradossalmente non è stato così… Sono salita su un treno e invece di correre mi sono fermata, ho cominciato a prendere fiato, a portare il silenzio dove c’era un gran chiasso (la mia mente)……Sicuramente non è la panacea a tutti i Mali, però il T. A. è un valido aiuto, un notevole supporto per imparare a prendersi cura di sé stessi entrando in contatto con il proprio corpo, imparare ad ascoltarlo, facendo calare un po’ di silenzio dentro e fuori di me…… “

“ Nel training ho trovato un modo per prendermi cura di me e ritagliarmi dello spazio e ascoltarmi. Il training ha migliorato la qualità del mio sonno che era sempre un po’ disturbato consentendomi di dormire anche tutta la notte. Praticando il Training riesco la sera a calmare il mal di schiena e delle situazioni di tensione dell’apparato digerente. E’ un modo di sentire un po’ di pace della mente e con l’esercizio del cuore andare a sentirlo battere”

Se sei curioso di conoscere altri dettagli o vuoi iniziare un percorso in presenza (appena possibile) o on line in qualsiasi momento dell’anno, contattami al 3497168432 oppure scrivimi a: percorsidicounseling72@gmail.com.

Visualizzazione della Montagna con audio pratica

La pratica della “Visualizzazione della Montagna ” è l’ultima delle 4 pratiche che vi propongo e fanno parte del percorso “Mindfulness per l’equilibrio interiore”. La pratica è in forma ridotta per consentire anche ai neofiti di approcciarsi alle pratiche Mindfulness e aprirsi ad una esperienza di riflessione.

La Visualizzazione della Montagna è utile quando viviamo delle vicende dolorose e difficili nella nostra vita quotidiana. Ci aiuta a stabilizzarci e a centrarci trovando la giusta lontananza dagli stessi eventi.

Cercare di allontanarci dagli eventi dolorosi non significa non ascoltarci, non accoglierci, ma al contrario tentare di non farci travolgere da queste stesse emozioni.

Possiamo imparare dalla montagna a rimanere imperturbabili nonostante le diverse intemperie che accompagnano il passare delle stagioni.

Riconoscere le qualità della montagna come solidità e stabilità, imparare a rafforzare queste stesse qualità dentro di noi, attingere a queste immagini attraverso la pratica ci può essere utile ogni volta che siamo travolti dalle emozioni e dai pensieri negativi.

Personalmente la pratica mi ha aiutata in momenti della mia vita in cui mi sentivo poco centrata o divisa da forti emozioni contrastanti. L’immagine della montagna ferma, stabile e ben radicata mi ha permesso, in quei momenti, di acquisire parte di quelle caratteristiche facendo nascere in me una maggiore forza d’animo trasformata subito dopo in calma e pacatezza.

Per svolgere insieme la pratica completa o per informazione sui percorsi individuali on line di Mindfulness potete mandare un messaggio wa al 3497168432

Maria Cristina Schintu, Counselor, Operatore Training Autogeno di base, Facilitatrice Mindfulness adulti, adolescenti, bambini e nei contesti educativi.