Cosa e’ la Mindfulness? Perche’ insegnarla ai nostri bambini?

Non è mai troppo presto per insegnare a prendersi cura di sé stessi, poterlo insegnare ai bambini (e agli adulti) fin dalla più tenera età sta diventando uno dei miei progetti più importanti. Immagino un mondo dove l’attenzione, la calma, l’ascolto, la consapevolezza, la compassione prendano il posto della costante distrazione, agitazione e indifferenza che sempre più spesso pervade il mondo odierno.

Mindfulness significa piena attenzione a ciò che sta accadendo nel momento presente. L’obiettivo della mindfulness è quello di aiutarci a vivere e agire in maniera più consapevole.

In una società multitasking continuamente invasa da una miriade di stimoli visivi e uditivi, mantenere l’attenzione focalizzata per molto tempo risulta difficile sia per gli adulti che per i bambini.

Insegnare la Mindfulness ai bambini significa educarli a migliorare l’attenzione corporea ed emotiva, a osservare i propri pensieri, a sentire compassione verso se stessi e gli altri. Tutto ciò influisce positivamente sull’andamento scolastico, le relazioni sociali e l’attitudine alla cooperazione. Inoltre riduce lo stress, la tensione, l’irrequietezza, e aumenta la capacità di autoregolazione del comportamento.

Le attività che propongo nei miei percorsi si diversificano a seconda della fascia di età, passando da una modalità giocosa e divertente di pochissimi minuti (3/5 anni) a pratiche che si avvicinano più al modello degli adulti (6/18 anni) ma con tempi più brevi e con tematiche legate alle difficoltà dell’età di riferimento.

Cristina Schintu, *Counselor, Operatore Training Autogeno di base, *Facilitatrice Mindfulness adulti, bambini ed adolescenti.

Immagine creata da Cristina Schintu non riproducibile

*ai sensi della legge 4/2013

Perché resistere al cambiamento?

L’unica costante della vita è il cambiamento. Buddha

Ci aggrappiamo a tante cose nel nostro quotidiano (abitudini, cose, persone) e il nostro desiderio è che non cambino mai, eppure possiamo notare dal nostro stesso corpo come il passaggio del tempo ci trasformi continuamente. Così come cambia l’ambiente che ci circonda: dalla natura, alle stagioni, ecc..

Impermanenza significa che tutti i fenomeni (cose, esseri, sensazioni, emozioni, pensieri, situazioni) sono soggetti al nascere, cambiare e morire.

Riconoscere ed accettare l’impermanenza come una caratteristica della realtà ha molto valore perché ci consente di cogliere ciò che c’è nel momento presente, goderne appieno soprattutto quando le cose vanno bene, e quando le cose non vanno, possiamo sempre ricordarci che prima o poi passeranno…

Il tempo trascorso in questi ultimi due mesi, per tutti noi è stato un tempo “sospeso”. Ora si apre la cosi detta fase due, che se da un lato ci appare un riavvio della nostra vita, dall’altro ci porta a confrontarci con la vita stessa e con il mondo che ci circonda in un nuovo modo: attraverso il distanziamento sociale e gli strumenti di protezione individuale per contrastare una minaccia invisibile che continua ad accompagnarci nell’incertezza. Potremmo trovarci ora davanti ad una fase ugualmente stressante e impegnativa che è quella del ri-adattamento alla vita quotidiana. Il mondo esterno è cambiato e anche noi in queste settimane avremo sortito qualche forma di cambiamento per cui non siamo più gli stessi, e non ci rapporteremo con l’ambiente e le persone con la stessa facilità di un tempo sentendo il peso delle restrizioni e di una continua minaccia invisibile.

Ho avuto modo di accettare maggiormente l’impermanenza e il cambiamento quando mi sono avvicinata alla pratica del Training Autogeno e della Mindfulness.

Sdraiata completamente calma e rilassata durante il Training Autogeno o seduta con le gambe incrociate pienamente presente in meditazione ho imparato a s.o.s.tare nel momento presente. Potendo così osservare come le mie sensazioni, pensieri ed emozioni cambiassero nel tempo insieme alle mie convinzioni che credevo vere e immutabili. Questo mi ha permesso di cambiare alcuni atteggiamenti ed essere più propensa ad accogliere i cambiamenti interni e quelli esterni.

Nei prossimi giorni ti auguro di vivere al meglio la parziale ri-presa abituandoti gradualmente a questo nuovo cambiamento.

Se senti di avere difficoltà ad accettare il momento presente, a gestire le emozioni e i cambiamenti che la vita inevitabilmente ti pone davanti posso insegnarti metodologie come il Training Autogeno (percorso di 7 settimane) e la Mindfulness (percorso introduttivo di una settimana o percorso di otto settimane) per affrontare la tua vita con maggiore consapevolezza e serenità. Puoi contattarmi all’indirizzo mail: Percorsidicounseling1972@gmail.com o mandarmi un messaggio w.a. 3497168432

Cristina Schintu, *Counselor, Operatore Training Autogeno di base, *Facilitatrice Mindfulness adulti, adolescenti e bambini.

*ai sensi della legge 4/2013

Fonti di ispirazione:

https://www.mindfulnessbergamo.net/testo-tre-cose-che-possiamo-imparare-dallo-stare-seduti-in-silenzio

https://www.mindfulnessbergamo.net/tutto-cambia-perche-resistere

E TU COME STAI?

Sono passati molti giorni da quanto la maggior parte delle persone, come me, a causa del decreto Covid 19 e’ dovuto rimanere a casa, lasciando improvvisamente la vita di sempre, gli orari forse frenetici, il lavoro, le relazioni, le passioni….
Ci siamo dovuti piano piano adattare ad un tempo “sospeso” che di settimana in settimana, di decreto in decreto diventava sempre piu’ lungo.
Mi chiedo come sia stato il tempo “sospeso” di ognuno di voi. Quali emozioni avete vissuto?
Forse, un po’ come è successo a me, siete stati colti dalla SORPRESA, scoprendola amara, ma la stessa vi ha permesso di rimanere vigili e iniziare a modificare abitudini e progetti.
O forse siete stati colti dalla RABBIA, una sensazione fisica di tensione abbastanza forte che vi ha posto probabilmente nella condizione di reagire, magari solo verbalmente, o di stare quasi impassibili, visto che non c’era altro da fare.
Forse ancora, vi ha fatto visita la PAURA, per farvi sentire una sensazione più o meno forte di pericolo. Anche qui le vostre reazioni fisiche forse saranno state intense e il vostro corpo le avrà manifestate attraverso un senso di inquietudine. Forse ancora a farvi compagnia per la maggior parte del tempo, c’è stata la TRISTEZZA, un’ emozione che forse vi ha portato a ritirarvi in voi stessi, vi ha portati ad un tempo di riflessione e di elaborazione. E chissà se e quante volte in queste lunghe settimane è comparsa anche la GIOIA, forse in momenti in cui avete scoperto il piacere di fare qualcosa di nuovo, di stare in una dimensione più lenta, con una sensazione di maggiore libertà interiore, oppure quella di stare maggiormente con i propri cari e scoprire in loro nuove sfaccettature.


Forse una o più di queste emozioni ci hanno fatto compagnia in queste lunghe giornate e settimane, ci hanno preparato ad agire, ci hanno comunicato come stavamo momento per momento, hanno comunicato anche  agli altri, attraverso la postura del nostro corpo, le espressioni del volto e il comportamento manifesto come ci sentivamo.


Queste sono le emozioni che hanno tenuto compagnia anche me, emozioni che in un primo momento mi hanno spinto a reagire, a impegnare  gran parte del mio tempo occupandomi degli altri. Man mano che le settimane passavano le stesse emozioni mi hanno inghiottito in un vortice di apatia, di vuoto, di non senso. E’ stato questo il tempo più lungo. Accoglierlo con estrema pazienza, mi ha permesso dopo un lungo periodo di riemergere, attraverso il riapparire della creatività e del desiderio di fare. Sono grata a tutti gli strumenti che nel tempo ho acquisito, la capacità di introspezione, di ascolto di me stessa, la capacità di stare con qualunque emozione senza fuggire. Non nego che le metodologie ormai solidificate dentro me come il Training autogeno e la Mindfulness siano stati il mio salvagente, il mezzo con cui sono potuta stare a galla durante il naufragio fino a quando non ho toccato nuova terra.
Ognuno di noi è diverso e probabilmente abbiamo vissuto il lockdown in maniera differente. Spero che ora riflettendoci, anche attraverso le mie parole, abbiate potuto ripercorrere con maggiore consapevolezza le emozioni che avete vissuto e forse ora potete dare un significato maggiore a ciò  che avete sperimentato.
Questo momento di crisi, un cambiamento improvviso e stressante, un momento di estrema instabilità ci ha anche permesso di adattarci, fare delle scelte, ripensare alla nostra quotidianità in maniera differente, ci ha insegnato a stare in nuove dimensioni.


Mancano pochi giorni all’allentamento delle restrizioni e saremo davanti a una nuova fase, anche questa però ci costringerà ad adattarci e a darci ancora una volta una nuova direzione.
Questo può diventare il momento per riprendere a guardare il futuro, senza dimenticarci di vivere pienamente e consapevolmente il presente.

Puo’ anche essere il momento, se ne senti la necessità, di acquisire strumenti per gestire le tue emozioni e tutte le sensazioni fisiche che con esse si manifestano imparando ad accogliere senza giudizio e imparando a “stare” e a farti guidare da cio’ che hanno da comunicarti. Conoscere metodologie che ti permettano di affrontare con maggiore serenita’ gli imprevisti che la vita ci mette davanti.

Se sei curioso di scoprire i miei percorsi di Counseling, Training Autogeno di base, la mindfulness contattami alla mail percorsidicounseling72@gmail.com o mandami un messaggio wa al 349 7168432

Cristina Schintu , *Counselor, Operatore Training Autogeno di base, *Facilitatrice Mindfulness

*ai sensi della legge 4/2013

FONTI ARTICOLO
– Dyma.it

– Articolo,  Come trovare un equilibrio fisico e psicologico, Dott.ssa Scantimburgo Laura

S.O.S.TARE BENE

S.O.S.TARE BENE è una rubrica settimanale che ho pensato per scrivere brevi pillole di consapevolezza. Gli argomenti, testi e/o mini video vogliono essere strumenti di riflessione centrati sulla crescita personale e riguarderanno per lo più temi che abbracciano il Counseling, il Training autogeno, la Psicofiaba e la Mindfulness, e ancora frammenti di poesie, racconti, canzoni, frasi, storie vere, qualunque suggerimento possa far maturare vecchie e nuove riflessioni e avvicinarci a nuove consapevolezze.

Cristina Schintu, *Counselor, Operatore Training Autogeno, *Facilitatrice Psicofiaba, *Facilitatrice Mindfulness adulti, bambini ed adolescenti.

*ai sensi della legge 4/2013

Caffè consapevole? Si, grazie!

 A volte mi preparo un caffe’, e poi non mi accorgo che non lo bevo.

A volte mi succede.

 A volte me ne accorgo e mi rimprovero, penso che non è davvero possibile possa succedermi.

Eppure non soffro di demenza, ho scoperto che a volte navigo con il pilota automatico inserito!

In quel momento la mia mente è assortita in qualche pensiero lontano dal momento presente . Credo sia un’esperienza che capita a tutti. A chi non è mai capitato di uscire per andare da qualche parte e ritrovarsi a destinazione magicamente senza essersene accorti?

Molti atteggiamenti quotidiani privi di attenzione e consapevolezza in questo modo rischiano di prendere il controllo della nostra vita perché la mente sta  in un posto ed il corpo in un altro.

Se da una parte il pilota automatico ci permette di portare  a termine un compito con minor dispendio di energia cerebrale e di consapevolezza, dall’altra con il passare del tempo può diventare un problema  cedere al pilota automatico gran parte della vita e dei pensieri.

Infatti le abitudini innescano pensieri  che a loro volta innescano altri pensieri, che diventano pensieri ricorrenti. Il pilota automatico rallenta la mente , e si comincia a sentirti esausti.

Bisogna allenarsi nell’accorgersi del  momento in cui il pilota automatico si sta inserendo   e scegliere consapevolmente cio’ in cui focalizzarsi.

Bisogna reimparare  a concentrare  la consapevolezza  su una cosa alla volta.

Nei percorsi di mindfulness che propongo inizio da qui….dal Pilota automatico e da come disinserirlo. Attraverso pratiche informali e formali si impara con il passare delle settimane ad accorgersi di quando ci si è assentati e fatti travolgere da sensazioni, pensieri ed emozioni. Si apprende settimana dopo settimana che la consapevolezza può essere una guida preziosa per tornare ad impossessarsi del proprio qui ed ora.

Dopo aver appreso a disinserire il pilota automatico , ho imparato a stare maggiormente attenta a ciò che vedo, sento, tocco, annuso.

Così ora quando mi preparo il caffè provo a farlo consapevolmente:

Sto attenta quando preparo la caffettiera, quando la riempio di acqua e caffè. Quando la metto sul fornello, spesso osservo la fiammella e aspetto di sentire il gorgoglio del caffè che sale e ne annuso l’aroma.

Lo verso , lo mescolo e lo annusato di nuovo.

A volte stringo la tazzina calda tra le mani e bevo il primo sorso, assaporando un attimo in bocca il primo sorso , lo assaporo lentamente fino ad intravedere i granelli  di zucchero sul fondo della tazzina.

Finisco il mio caffè consapevole riponendo la solita tazzina vuota nel lavandino, accompagnandola con attenzione, continuato a gustare il sapore di caffè che ancora sento in bocca.

Cristina Schintu, Professional Counselor, Operatore Training Autogeno di base, Facilitatrice Mindfulness